SPAZIO 1976

17 Febbraio 2016 ore 19 

Lorenzo Colombini - Spazio 1976

Lo spazio è quel luogo indefinito e illimitato nel quale pensiamo tutte le cose materiali. Esse acquistano un’ estensione, occupano una parte di esso e vi assumono una posizione. Lo spazio diventa l’ambito per una scienza dei rapporti: la realtà che ci circonda vive del rapporto tra oggetto e campo nel quale acquista senso.
Così come il suono singolo prende senso solo all’interno di uno spazio sonoro
La melodia è l’oggetto creato e lo spazio sonoro delimitato dai tre musicisti è il campo dentro il quale acquista significato.

I brani composti dal pianista Lorenzo Colombini sono pensati per riflettere sulla sfaccettature del termine spazio: spazio astronomico, spazio architettonico, spazio urbano, spazio affettivo, spazio del corpo, spazio geografico, spazio narrativo, spazio psichico…

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NON TI SCORDAR DI ME

dal 15 al 19 Marzo  ore 21

una produzione SALENZIA in collaborazione con Associazione DUEL


Giulio Neglia, Federico Di Gioia, Marco Villa
presentano

di Chiara Bonome
regia di
Marzia Meddi
con:
GIULIO NEGLIA / Alberto
STEFANO FLAMIA / Orlando
GIULIO CANCELLI / Vittorio
Assistente alla regia / Marco Patania
Realizzazione grafica / Antonio Carone
Scenografia / Alessio Donno
Light designer / Claudio Kulya
Sound designer / Nino Vergari

 


Sinossi:

La commedia si apre la mattina del 9 settembre nello studio del Dott. Alberto Morini, psichiatra
diplomato con il massimo dei voti all'università di Bologna, situato in Via Donizzetti 4.
In scena troviamo proprio Alberto, disorientato e confuso nel suo stesso studio a causa di un'
inspiegabile e totale perdita di memoria.
Il primo ad entrare in suo soccorso è Orlando, uomo delle pulizie di gran cuore e poca cultura, che
alle nove in punto di ogni martedì mattina si occupa dello studio del dottore in cambio di sedute per
combattere la sua maniacale attenzione verso l'ordine ed il pulito.
Ad aggravare la già patetica situazione Vittorio Conti, paziente ansiogeno e nevrotico, che piomba
nello studio in largo anticipo,inserendosi in un complesso gioco di equivoci e incomprensioni.
Disperati per aver perso il loro punto di riferimento, Vittorio ed Orlando si ritroveranno a vestire i
panni del loro medico.
Adotteranno tecniche apprese nelle loro innumerevoli sedute, tentando in maniera goffa ed ironica
di far riemergere i ricordi nella mente del dott. Morini.
Dopo vari fallimenti si appelleranno all'ultima delle loro speranze, la tecnica che finalmente porterà
alla svolta, alla soluzione...l'ipnosi.
Effetti collaterali annessi.


Note di regia:


Equivoci,cambi di ruolo e nevrosi dipingono un quadro esilarante seppur concreto di una società
contemporanea. L'attenta visione ironica di esso permette il giusto distacco dalla gravità delle
patologie e la lettura ironica della commedia.
Una triade variegata, il ritmo e la logica dell'assurdo incorniciano mirabilme

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UNA SECONDA POSSIBILITA'

 dal 18 al 20 febbraio 2016  ore 21 -   21 Febbraio ore 18

di Gamy Moore

 

Regia di Francesco Sala

con: Federico Lima Roque, Annalisa Arbolino, Eleonora Pariante, Antonio Veneziano,

Valentina Favella, Michele Ferlito, Andrea Carpiceci, Giovanna Anna Savino

Musiche di Nicolò Papini

 

 

Un inspiegabile scambio di identità genera equivoci, dubbi e sospetti che trasformano una reale vittima in spietato carnefice, con tutte le conseguenze psicologiche e giuridiche del caso. 

Un caso scomodo, emblematico, una storia di stringente e struggente attualità.

Tratto dall’omonimo racconto di Gamy Moore (pseudonimo di Paola Cimmino) lo spettacolo, realizzato col sostegno dell’Associazione Indila, qui al suo esordio, si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica, e in particolar modo i giovani, in relazione alle tematiche dell’immigrazione e dell’accoglienza, del rispetto delle diversità in un’ottica di interscambio culturale.

 

 

     

 

    

 

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METISTEATRO - ALTRI SCENARI

23 e 24 Marzo 2016  ore 21 

METISTEATRO | ALTRISCENARI - Laboratori Teatrali in Rassegna V Edizione

Programma

23 Marzo : La Pietà

24 Marzo : La Scomparsa

 

Coordinamento e Regia : Alessia Oteri

Assistente alla regia : Angela Di Tuccio

Disegno Luci : Fabrizio Cicero

Organizzazione : MetisTeatro

 

AltriScenari è una rassegna organizzata dall'Associazione Culturale MetisTeatro e dedicata al teatro di formazione e laboratoriale, realtà che sottolinea con la sua presenza l'esistenza di un teatro vitale, che spesso silenziosamente e con passione, opera al di fuori del teatro ufficiale coinvolgendo un numero sempre crescente di persone.
Cinque serate dedicate ad altrettante diverse produzioni per restituire il frutto di un lavoro che trova le sue ragioni nel percorso del fare teatro ancor prima che sulla scena, e il cui centro - pur finalizzato ad un prodotto finito - si situa nella necessarietà e nel valore di un teatro quale occasione di studio, approfondimento e crescita, esperienza condivisa di resistenza, cultura, bellezza.

MetisTeatro è un'Associazione Culturale che opera prevalentemente in ambito diretto a non professionisti. Negli anni ha portato in scena oltre 80 studi/spettacoli negli spazi più diversi e per i pubblici più eterogenei, ricevendo l'attenzione del pubblico e riconoscimenti a rassegne e festival.

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OTELLO

dal 26 al 31 Gennaio 2016

“Otello è un esempio folgorante di radiografia emotiva delle dinamiche umane. La passione amorosa, le strategie per il potere, la condizione del “diverso” sono orchestrate in una storia vorticosa di accadimenti, ma semplice e limpidamente profonda…Una rivisitazione moderna a sei personaggi che procede come un thriller mozzafiato”

Sala Uno Teatro in collaborazione con
Ass. Cult. Ex Lavanderia
presenta

OTELLO
di
William Shakespeare

Adattamento
Hossein Taheri e Paolo Zuccari

con
Hossein Taheri
Paolo Zuccari
Elodie Treccani
Xhilda Lapardhaja
Caterina Bertone
Beniamino Zannoni

Regia
Paolo Zuccari

Un generale, lo straniero Otello, sposa di nascosto una ragazza appartenente a una famiglia molto potente di Venezia, Desdemona. Tutti sono contro lo straniero, ma in questo momento hanno bisogno della sua capacità unica di generale coraggioso per sconfiggere i Turchi a Cipro, e quindi, per opportunismo, lo accettano di buon grado. Appena arrivati a Cipro, però, i Turchi vengono annientati provvidenzialmente da una tempesta terribile. E, senza che nessuno se ne renda conto, scoppia subito un’altra guerra: quella psicologica per l’annientamento dell’uomo Otello da parte del suo fedelissimo Iago. “Vostra moglie vi tradisce” gli dice Iago.
Da qui la distorsione della realtà è la cornice che inquadra le azioni e i pensieri irrefrenabili del generale. La distorsione s’intensifica sempre di più fino a contaminare persino le storie e i personaggi che circondano Otello. La guerra corre negli animi, nelle stanze, nella testa, in un dramma da camera dove ognuno è occupato a capire cosa c’è nella mente di un altro essere umano. Ma mai obiettivo poteva essere più fallimentare.
La velocità governa i destini delle persone. E la morte, come spesso accade, si presenta irriconoscibile e imprevista. E anche chi aveva previsto quella degli altri aveva ignorato completamente la propria. (Paolo Zuccari)

   

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LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI

Dal 2 al 6 Febbraio 2016  ore 21   -   7 Febbraio ore  18

LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI - le sette valli dell'amore

 

Regia  Reza Keradman

con Reza Keradman e Astra Lanz

 

 


La conferenza degli Uccelli è l'opera più conosciuta di Attar, poeta e romanziere mistico iraniano

vissuto tra 1117 e 1204, grazie alla trasposizione teatrale di Peter Brook. E’ la storia di un gruppo di

uccelli tristi e disorientati, perché mancava loro un re, che si riuniscono in assemblea sotto la guida

di un "upupa" per andare alla sua ricerca. Il cammino è faticoso e pericoloso, tanti di essi moriranno

lungo la via ed infine solo 30 di loro riusciranno ad arrivare in cima alla montagna. Lì, come in uno

specchio, vedranno il riflesso di un gigantesco uccello, il "SIMURG", simbolo della perfezione

spirituale e immagine divina che in persiano significa 30 uccelli.

la Conferenza degli Uccelli di Attar dimostra un cammino spirituale, mistico, individuale basato sulla

ricerca della verità, lontano dalle retoriche religiose che considerano questi "percorsi" traverso

racconti fantastici o più semplicemente popolari, gli uccelli iniziano la traversata delle sette valli

dell'amore per poter concludere il loro lungo viaggio e raggiungere la cima della montagna di "Gaf"

che li condurrà al re Simurg. E’ difficile e rischioso parlare alla gente della spiritualità e del

misticismo, si rischia di essere noiosi in un momento storico così legato ai piaceri materiali di tutti i

giorni, non so magari a qualcuno interesserà ugualmente.

 

Sala uno teatro

per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

0686606211

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COME IL NERO NEGLI SCACCHI

 

15 al 16 Gennaio 2016 ore 21

17 Gennaio 2016 ore 18

COME IL NERO NEGLI SCACCHI di e con: Paolo Fosso  

 

Regia: Paolo Fosso

Aiuto Regia e Direzione di palco: Martina Biscetti

Ufficio Stampa: Valentina Brunelli

Organizzazione: Raffaella Marinetti

Produzione esecutiva: Andrea Paolotti

 

 

Sinossi

Secondo un'antica tradizione di gioco, negli scacchi i pezzi neri hanno una percentuale più alta di sconfitta rispetto ai bianchi.

In poche parole, il giocatore cui toccano in sorte i pezzi neri, a parità di abilità dei giocatori, o perde o pareggia.

È l'amara conclusione a cui giunge il protagonista di questo spettacolo quando, costretto a cambiare dopo venti anni di cure il proprio analista per un evento imprevedibile, ripercorre con la memoria le ragioni che lo hanno spinto ad intraprendere la psicoterapia.

Ripercorre così tutti i sintomi che hanno afflitto la sua vita di sofferente di ansia ossessiva accompagnata da depressione; disturbi, questi, che riguardano milioni di persone e che, se all'esterno si manifestano con comportamenti che suscitano ilarità, trascinano chi ne soffre in un vero inferno quotidiano, fatto di vera sofferenza.

Però, tutto questo è anche un motivo per una presa di coscienza, che permette al protagonista stesso di giungere alla conclusione che questa particolare condizione, affrontata nella giusta maniera, è anche un'opportunità di affrontare l'esistenza da un'angolazione d'eccezione, cogliendone particolari profondi che ad altri sfuggono.

Così, tra il tragico ed il comico, il protagonista scopre che, quando a volte la Vita prende una piega strana e tutte le pedine sembrano ormai in posizione finale, il Nero, inaspettatamente...

   

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FUOCO E MITRAGLIATRICI

15 DICEMBRE 2015 ( matinee) ore 10.30

Graziella Antonucci ( Voce )

Marco Quintiliani ( Chitarra )

Da sempre la musica ha fatto parte della vita dei soldati
nei campi di battaglia o nelle retrovie e tanti sono i canti
nati in quelle dolorose circostanze. Le canzoni di questo
Concerto si riferiscono alla Prima Guerra Mondiale:
parlano delle sofferenze patite al fronte, descrivono i
luoghi delle battaglie, raccontano il dolore per i lutti, la
struggente nostalgia della casa, della madre lontana, ma
anche la speranza di rivedere la donna amata,che aspetta
il soldato nel luogo natio.
Sono canzoni toccanti, che, a cent’ anni dall’entrata
dell’Italia nella Grande Guerra, ci fanno riflettere sulla
tragedia di un conflitto che causò oltre nove milioni di
vittime tra i soldati e circa sette milioni di vittime civili.
La raccolta nasce da un‘ accurata ricerca condotta da


Graziella Antonucci.

     

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SCISSIONI

5 e 6 Gennaio 2016

Soggetto, testo e regia di Chiara Fabene. Movimenti e coreografie di Elisa Pescitelli.

“Scissioni” nasce da un’esigenza personale di dare corpo e spazio alla questione

apparentemente inestricabile della conoscenza del sé attraverso l’esperienza

quotidiana del conflitto. Si tratta di analizzare, sullo spazio scenico, come, con il

passare degli anni e delle stagioni della vita, questo conflitto muti, cambi colore e

spessore, tensione e silenzi. Sulla scena soltanto due figure: la persona a contatto con

il reale e l’oscura ombra che si trascina dietro di essa, tentando in ogni modo di

ricondurla a ragione.

 

     

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THE BEST(IA) OF ANDREA RIVERA

22 e 23 Dicembre - dal 25 al 31 Dicembre - 2 e 3 Gennaio 2016 - dal 7 al 10 gennaio 2016

La fabbrica dell'attore 
presenta

ANDREA RIVERA  
in
The best (ia) of Andrea Rivera

alle chitarre Matteo D'Incà
disegno luci Hossein Taheri
foto Manolo Bernardo

 

Per festeggiare 15 anni di attività artistica l'attore, musicista romano sceglie la maniera che più gli è congeniale: il palcoscenico, presentando il suo nuovo spettacolo The best(ia) of Andrea Rivera, in scena al Teatro Sala Uno dal 22 dicembre al 10 gennaio.Vacanze natalizie quindi da trascorrere all'insegna del divertimento, della satira, della poesia, della musica, grazie alla chitarra che lo stesso Rivera abbraccia e dove il pubblico a sorpresa sarà invitato a prendervi parte. 

 

Presenterà numerosi monologhi come “I quartieri di Roma” ormai un cult per gli abitanti della capitale, e canzoni inedite, “altrimenti io stesso mi annoierei”.
I suoi testi di moderno cantastorie e stornellatore, (affiancato dal musicista Matteo D'Incà, chitarre e mandolino), sono un particolare esempio di teatro-canzone, in continua evoluzione. Un ritmo senza sosta fra giochi di parole e una satira del tutto improvvisata, che esprime al massimo la creatività. Energia pulsante capace di coinvolgere in maniera travolgente, attraverso un continuo vortice di denunce. Numerosi i temi che verranno affrontati, la mancanza del lavoro, la sanità, il dilagante razzismo e l'intolleranza che si vive nel nostro paese e non solo. Non potrà mancare l'amore nelle sue diverse sfaccettature.. non mancherà la denuncia, in chiave ironica e divertente, dell'uso (abuso) smoderato che molti italiani fanno dei medicinali.
“Voglio che il mio spettacolo cambi ogni sera, per non timbrare il cartellino come quando lavoravo in fabbrica. Non voglio insegnare, sono attratto dalla ricerca dei processi creativi sia artistici che sociali, che incitano alla rivoluzione quotidiana del sistema costituito”.
Saranno presenti i video, girati per i quartieri capitolini, le interviste con le persone che camminano, le conversazioni al citofono, creando dialoghi inaspettati e surreali da domande semplici. “Non possono proprio mancare anche perché qualcuno ancora mi chiede a rive' quando ci vieni a suona' a casa mia?”
Uno spettacolo divertente, ironico, ma soprattutto un'occasione unica per ridere assieme di noi stessi e per combattere la paura degli altri.
“Vi aspetto con ansia per chiedervi un autografo e se non vi disturba per farci un selfie.... ma se non volete io insisto!” Andrea Rivera

In scena al Teatro SalaUno (Piazza di Porta San Giovanni 10 Tel. 06/86606211 www.salaunoteatro.com) dal 22 dicembre al 10 gennaio.
Orario spettacoli : ore 21- domenica ore 18
24 dicembre riposo, 1 gennaio riposo ,4-5-6-gennaio riposo
(calendario degli spettacoli: 22,23,25,26,dicembre ore 21, 27 dicembre ore 18.
28,29,30, dicembre ore 21, 2 gennaio ore 21, 3 gennaio ore 18
7,8, 9 gennaio ore 21, 10 gennaio ore 18.)
biglietto: intero euro 18, ridotto euro 13, tessera associativa 2 euro.
Speciale capodanno 31 dicembre ore 21
dopo lo spettacolo brindisi di mezzanotte con piccolo buffet
30 euro

Andrea Rivera
Classe 1971, segno ariete, cuore metà giallo, metà rosso, per diversi anni ha manifestato il suo talento nelle strade di Trastevere e in numerosi locali con esibizioni di teatro-canzone, cercando un nuovo modo di comunicare e proprio seguendo questo filone, nel 2004, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento del Festival dedicato a Giorgio Gaber premiato per “talento e coraggio”. Cantastorie moderno, stornellatore, comico viene conosciuto dal grande pubblico grazie alla partecipazione al programma di Serena Dandini Parla con me, Rai 3, di cui interpreta anche la sigla finale, (famose le sue interviste al citofono), e The show must go off (La7). Al cinema è stato uno dei protagonisti del film Dentro la città di Andrea Costantini, e tra gli interpreti del film per la tv Il generale Dalla Chiesa di Giorgio Capitani, nel 2006 ha condotto su Sky il programma Iride caffè, nel 2007 era tra i conduttori del concerto del primo maggio a Roma dove è stato oggetto di accese polemiche. Premio per la satira tv (2008), ha partecipato a due edizioni de L'arena di Massimo Giletti (Rai 1) e, nel 2014 inviato a La gabbia di Gianluigi Paragone (La7). Ha presentato numerosi spettacoli teatrali, tra i vari ricordiamo Pericolo pubblico e Ho risorto. E' autore del libro Me li suono e me la canto (cd e audio edito da Rizzoli, 2010).

Ufficio Stampa Valeria Buffoni
347/4871566 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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LA TREDICESIMA NOTTE

 dal 17 al 20 Dicembre 2015


Testo composto dalla compagnia da Shakespeare 


Regia: Imogen Kusch

Re Lear: Raffaella d’Avella
Iago: Paolo Di Giorgio
Gonerill: Maria Borgese
Riccardo III: Marta Iacopini
Ermione: Silvia Mazzotta
Macbeth: Giorgio Santangelo
Rosalinda: Francesca Olivi
Amleto: Beniamino Zannoni

Musiche: Sergio Ferrari/Andrea Mieli/Valentina Criscimanni
Produzione: Klesidra


8 personaggi in fuga… l’unico linguaggio che conoscono è quello proveniente dalle loro tragedie e l’unica cosa che hanno in comune è il loro creatore: William Shakespeare.

“La tredicesima notte” nasce dall’esigenza di raccontare una condizione umana che in ogni secolo si ripete e si ripropone in mille forme e manifestazioni: il rifugiato, il profugo, colui che lascia il suo ambiente naturale e familiare per causa di forza maggiore ed è costretto ad entrare in un limbo dove il passato non c’è più, è stato spazzato via e il futuro è solo un’idea alquanto sfocata.

Durante il nostro lavoro di prove e ricerca ci è diventato sempre più chiaro che stavamo raccontando anche la nostra storia, quella di un gruppo di teatranti che sentono di non avere più uno spazio in questo mondo e che culturalmente e socialmente vivono, se non da rifugiati, comunque da emarginati. L’esserci autoimposti di usare solo le parole di Shakespeare ci ha permesso di fare un lavoro di comprensione profonda, mirata comunque sempre alla performance di quelle parole.


I personaggi di Shakespeare sono sempre pronti a capovolgere il bene e il male e a disorientare l’animo che ha già fatto le sue scelte etico-morali. E così diventano umani e contemporanei proprio per la loro infinita capacità di indagare la propria psiche e diventare filosofi per necessità.

Mettere in questa condizione 8 personaggi di Shakespeare è una scelta fatta per amore.

Solo noi stessi siamo in grado di illuminarci… è per questo che lo spettacolo è interamente illuminato da dentro: sono i personaggi che danno luce al sogno/incubo notturno di un gruppo di attori e di una regista innamorata di Shakespeare e, malgrado tutto, del teatro.

    

 

 

La “Tredicesima notte” anima il teatro Sala Uno di Roma

Scritto da: Elena Lazzari febbraio 21, 2015 in Cultura, Top News Inserisci un commento

Nella bellissima atmosfera del Teatro Sala Uno di Roma è in scena la “Tredicesima notte” fino al 22

febbraio.

Già il titolo ci fa balzare in mente un solo nome: William Shakespeare. E’ lui il protagonista assoluto

di questo spettacolo. Le sue rime, i suoi dialoghi, sono stati scelti dalla regista Imogen Kush per

raccontare una situazione che noi tutti viviamo ogni giorno. Siamo profughi di questa vita, siamo tutti

sempre alla ricerca di qualcosa, siamo alla ricerca di un nuovo ruolo da interpretare. La Kush ha

estrapolato frasi shakespeariane adattandole ai suoi personaggi che prima di tutto sono stati del Bardo

più famoso al mondo. Iago, Amleto, Rosalinda, Ermione, Riccardo II, Gonerill, Macbeth e Re

Lear, sono loro i protagonisti della Tredicesima notte romana.

Perchè questa scelta? Tra tutti i personaggi Shakespeariani questi forse sono i più complessi e nelle

commedie raffigurano uno stato di angoscia continuo. Tutti loro hanno “ripreso vita” per raccontarsi e

trasmetterci qualcosa. Sicuramente un lavoro arduo ed interessante da intraprendere. L’attore è il

rifugiato, il profugo che è costretto per lavorare ad emigrare dalla propria terra, compito non facile.

Sono un pò le scelte che la nostra società impone a tutti gli individui che hanno desiderio di realizzarsi.

Viaggiare, lasciare le  radici per trovare qualcosa che ci appaga di più. Con uno zaino in spalla, solo

questo serve, per allontanarsi e creare una vita

Il complesso e angosciante Amleto è interpretato da Beniamino Zannoni, ottimo interprete di questo

personaggio. Francesca Olivi è l’amorevole Rosalinda che ci può ricordare un’innocente ragazze

desiderosa solo d’amare, Raffaella d’Avella è Re Lear, il pazzo Re che con la sua pazzia e simpatia ha

sempre la verità nelle sue parole, Silvia Mazzotta è Ermione, Giorgio Santangelo nello splendido e

complesso ruolo di Macbeth, Paolo De Giorgio è Iago, Maria Borgese è Gonerill e Marta Iacopini è

Riccardo III. Le musiche sono curate da Sergio Ferrari, Andrea Mieli e Valentina Criscimanni.

Questo spettacolo è la prova di quanto sia moderno Shakespeare, i suoi piccoli “figli” sono adattati ai

giorni nostri, non sono solo personaggi ma raffigurazioni di stati d’animo di emozioni reali e  che

governano gli uomini.

Forse è consigliabile conoscere in una minima parte le opere del grande drammaturgo inglese per poter

entrare meglio in questo spettacolo. Tantissimi gli spunti riflessivi lanciati a noi spettatori. Alla fine

cos’è il teatro se non un modo per riflettere su situazioni a noi apparentemente estranee? 

“Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte.”

(William Shakespeare)

Elena Lazzari  (tribuna italia)

 

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UNA RELAZIONE PER UN'ACCADEMIA

dall' 11 al 13 Dicembre 2015

Diretto e Interpretato da 

Giuliano Brunazzi1

Scheda di presentazione
Relazione per un’Accademia


La storia racconta l’avventura di una scimmia che viene ferita e catturata nella foresta. Si risveglia in una gabbia all’interno di una nave diretta verso l’Europa. La necessità di uscire da questa situazione di prigionia, la spinge a studiare e imitare le abitudini degli umani. Impara quindi a bere, a fumare a parlare. Arrivata in Europa, si trova di fronte ad una scelta: il giardino zoologico o il Music Hall. Sceglierà quest’ultimo affermandosi con successo. È quindi invitata nell’Accademia delle Scienze Naturali a tenere una relazione sulla sua vita.

Tra i racconti più famosi di Franz Kafka vi è sicuramente la “Metamorfosi” dove un uomo un mattino si risveglia trasformato in un orrido e gigantesco scarafaggio. In “Relazione per un’Accademia” la vicenda è simile ma rovesciata. Questa volta è un animale che deve mutarsi in un essere umano per trovare una “via d’uscita”. Che cosa ci volesse veramente raccontare Kafka con questa storia è difficile da dire. Molte sono le ipotesi. Forse vuole dirci che nessuno di noi può sfuggire alle nostre origini? O che l'umanità è un tale miserabile caos che neppure gli animali dovrebbero aspirare alla nostra condizione? Non si sa, quello che conosciamo è che molti eventi autobiografici dell’autore entrano a far parte simbolicamente in questa vicenda. Si parla di una sofferenza fisica, un ferimento potenzialmente mortale. Segue un viaggio per nave, una trasformazione, un passaggio e infine una via di salvezza: l’arte, vista come una risorsa personale e sociale, che si contrappone alla morte.

La prima volta che sono venuto a contatto con: “Relazione per un’Accademia” era il 1984 o giù di lì, al Teatro Valli di Reggio Emilia recitata da Vittorio Gassman. Più recentemente ho visto interpretazioni francesi, inglesi, messicane ed anche il film Human Nature del 2001, di Michel Gondry liberamente tratto dallo stesso racconto.
Questo mi ha permesso di cogliere aspetti diversi dell’opera, di accrescere la mia comprensione e soprattutto il mio immaginario. Ho “rubato” qualcosa da queste edizioni, facendo mio ciò che più mi corrispondeva.
La potenzialità teatrale ed espressiva che offre il racconto, e in particolare questo personaggio surreale, è notevole. La storia che io ho voluto raccontare è quella di una scimmia che, per diventare un uomo, smette di essere quello che realmente è. Il lento adattamento di un essere che si sente diverso in un mondo che lo rifiuta. Un mondo nel quale deve collocarsi perdendo la propria essenza originale. Il punto di vista di un animale che vede una società e avanza una critica.

    

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Orlando Furioso

1 Dicembre 2015 ( matinee )

Angela Lombardi 

in collaborazione con
Compagnia Mauri Sturno

“ORLANDO FURIOSO”
Dal Poema di Ludovico Ariosto

Presentazione Spettacolo

Lo spettacolo ha come protagonista assoluta la parola, i meravigliosi versi dell’Ariosto interpretati, a leggio e con azione scenica, da due bravissimi interpreti, la giovanissima Ilaria Mariotti e Paolo Orlandelli, così come furono scritti, perché non vada perduta né una sola virgola né una sola parola né un solo sospiro. La recitazione sarà supportata da bellissime rappresentazioni filmate tratte in parte dall’originale televisivo di Luca Ronconi e in parte dall’Opera dei Pupi che spesso tratta le vicende dei famosi Paladini al servizio di Carlo Magno. Le immagini filmate di supporto non hanno il solo compito di intrattenere od aiutare la fantasia dello spettatore (che viene viepiù sollecitata dalla mera lettura recitata delle parole e dei versi) ma anzi, serviranno a dare un saggio di un’ altra importantissima interpretazione dell’opera, oltre lo spettacolo teatrale creato da Luca Ronconi e Edoardo Sanguineti nel 1969: l’ edizione televisiva a cura degli stessi autori, un mini sceneggiato in cinque puntate prodotto dalla RAI e andato in onda per la prima volta nel 1975, che, così come l’opera teatrale, fu autentica sperimentazione ad uso e consumo di un normalissimo pubblico televisivo. E ancora, l’Opera dei Pupi, un altro nostro tesoro tutto italiano che nel 2008 l'UNESCO ha iscritto tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell'Umanità; sarà un modo per mostrarlo a chi ancora non ha avuto modo di scoprirlo.
Nello spettacolo si dipanano le vicende di alcuni dei personaggi più affascinanti, Orlando, Angelica, Bradamante, Ruggiero, Astolfo, Atlante, Alcina per renderle compiute o almeno comprensibili nella loro straordinaria ricchezza di eventi.
Lo spettacolo oltre che poetico ha una forte connotazione didattica, i giovani spettatori saranno infatti guidati e accompagnati nella fruizione da interventi in prosa che introdurranno di volta in volta gli argomenti trattati e, attraverso l’interpretazione degli attori, ne godranno la bellezza e la forza evocativa insita nelle parole e nei versi.

Adriana Romano

Riduzione e Regia Adriana Romano
Interpreti Ilaria Mariotti e Paolo Orlandelli
Video Editing Vitamin Cor Video Proiezioni Marco di Campli San Vito

Costumi Sartoria Eliana de Plano Colonna sonora Vanity

       

 

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DIALOGHI

 

23/11/2015

Donatella Patino
(Coreografa –Danzatrice)
Nicola Alesini
(Compositore- Sassofonista)

Ovvero l’arte della Composizione Istantanea
Una Ricerca di Interazione MUSICA / DANZA

Donatella Patino e Nicola Alesini studiano da anni il dialogo empatico tra Suono e Coreografia, con il sostegno delle loro reciproche esperienze nel campo della Improvvisazione.
Ne scaturisce una suite intensa ed emozionante,
una successione di storie raccontate su di una traccia così sottile da lasciare liberi gli interpreti di comporre all’istante un’opera ricca di phatos.

 

      

 

         

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SEI TU VITO?

Venerdì 27 novembre, ore 21,00
Sabato 28 novembre, ore 21,00
Domenica 29 novembre, ore 18,00

L’Associazione Culturale CONTROCHIAVE presenta:


SEI TU, VITO?
amore e disorientamenti tra musica e teatro
Il teatro e la musica fingono di rispettarsi a vicenda, ma in realtà lottano per la supremazia.
Controchiave mette in scena l’attrazione ed il conflitto tra le due arti.
Da una parte Mosbanda, storica formazione composta da otto fiatisti ed un batterista.
Dall’altra gli attori di Controchiave, alle prese con le varie forme della “teatralità”.
In mezzo i testi di Guido Rossi, in gran parte inediti, ma questo per i suoi testi non è una novità
Attori e musicisti fanno prove di comunicazione.
La comunicazione è importante, e per comunicare serve chiarezza, come dimostra il titolo.
Che dire ancora? Che San Vito è il protettore degli animali - ed in scena ne appariranno molti - e anche dei danzatori, che invece nello spettacolo non ci sono affatto. Non sappiamo se Vito stavolta abbia protetto di più i primi, o i secondi…

PROGRAMMA:
1) CAPITAN FANDONIA (“Capitan Fandonia”)
2) IL TEATRO E’ MEGLIO (improvvisazione)
3) I MISTERI DELL’AMORE - I
4) “L’indiano”
5)I MISTERI DELL’AMORE - II
6)L’UMORE E’ BUONO (Erkab)
7)YOGURT
8)NON SENSE (“Sapete correggere il tiro?”)
9)NON SONO
10)IL MALE DI VIVERE (“Canone Armonico”)
11)I MISTERI DELL’AMORE - III
12)PREGHIERA (improvvisazione)
13)IL SIGNOR GNU (“Tra il Fa e il Re”)
14)ATTESE (“Prosperpina”)
15)I MISTERI DELL’AMORE – IV (“La marcia dei paperi”)

I MUSICISTI (ma anche indisciplinati bulli di scena):
Michele Piersanti: Oboe e flauti
Emiliano D’Onofrio: Oboe
Paola Darra: Sax Alto
Luciano Bevilacqua: Sax Soprano e flauto
Mauro Papetti: Sax Tenore
Maurizio Sannibale: Sax Tenore
Marcello Duranti: Sax Baritono
Francesco Sennis: Sax Baritono
Massimo Frasca: Batteria
GLI ATTORI (inguaribilmente guitti):
Guido Rossi
Paola Caldarola
Paola Barite

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sorelle

dal 20/11 al 22/11  2015

scritto e diretto da:

Davide Strava

con Sarah Biacchi e Viola Graziosi

Produzione N.o.S. - Nuovo Orizzonte Spettacolo
In collaborazione con
Sycamore T Company

Le corse dell'infanzia - senza apparente destinazione - finiscono fra le braccia adulte dell'esperienza, che creano un groviglio di tappe, percorsi e traguardi.
La giovinezza è famiglia, ma non sempre il sangue fa da scudo, come ci insegnano O' Neill e Anouilh.
Antigone "è disposta a morire pur di vivere".
Elettra chiede: "Allora sono nata dal tuo disgusto?".
La ribelle e la vendicatrice giocano come da fanciulle; queste nuove sorelle tornano a sfidarsi, a truccarsi, a rincorrersi e a mentirsi.
Attraversano il mito, riportano a galla traumi antichi, sentimenti eterni: l'amore, la paura, il desiderio e la vergogna dello stesso. Solo insieme possono liberarsene, ma insieme non è per sempre.

"I matti sono nuvole, li puoi interpretare, non li puoi afferrare.
Giocano con la tragedia e, in quella finzione, diventano più veri del vero"
(Davide Strava).

 

  

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Tre Sfumature di Pirandello

24/11/ 2015

Adattamento e Regia di:

Christine Hamp

con gli attori della Compagnia X - Pression

e i ragazzi del Laboratorio Angoli

 

Tre adattamenti essenziali, contemporanei, alquanto diversi tra di loro per ambientazione e stile, eppure accomunati dallo sguardo critico sui paradossi della (nostra) società.

Il Leitmotiv della scenografia e dei costumi: la “gabbia”, fisica e mentale, politica e sociale che contraddistingue tutti i personaggi. Chi non se ne avvede proprio e chi riesce a liberarsene (forse).

Momenti lirici e momenti comici, parole sprezzanti e graffi, impotenza e menefreghismo, ma anche dolcezza e nostalgia, presa di coscienza e ribellione: insomma una esperienza teatrale a tutto tondo che inizia con

 

 La Patente (vincitore “Premio di Regia” Lazio 2014; Premio Speciale Talentarte Teatro Testaccio 2015)

Un tango, espressione di vitalità nelle strade di Buenos Aires e Montevideo in un periodo di emigrazione di tanti italiani.

Un organetto suonato in mezzo alla strada.

Un uomo, Chiarchiaro, che perde il lavoro, la sua famiglia e le sue speranze annientate dai pregiudizi e la cattiveria di una “società” di malelingue che gode dell’infelicità altrui e non conosce pietà.

Un giudice senza giudizio innamorato del suo cardellino.

Eppure saranno gli stessi stereotipi e la superstizione della “società” la carta vincente del protagonista e della sua riscossa. Alla fine si cambia musica, ma sará sempre un omaggio a „chi non tiene niente“.

    

 

Tutt’altro glamour la gabbia dorata di Cecè

che vive “sparpagliato in centomila”, conosciuto da tutti senza conoscere nessuno.

Questo giovane che ama la bella vita, un appaltatore corrotto e una ragazza ingenua ma vogliosa di “arrivare” formano un girotondo divertente e crudele, che molto somiglia alla sconsiderata condotta di tanto “mondo” odierno dove piccoli (e grandi) intrallazzatori imbrogliano con leggerezza e spudorata allegria inventandosi la vita giorno per giorno con bugie, favori e “servizi”. Tutto gira intorno ai soldi facili, alle clientele, all’apparire.

  

Che paradosso, la Giara! Un quadro contadino di altri tempi. Ma son davvero altri tempi?

Un proprietario terriero avido e iracondo, morbosamente attaccato ai beni materiali, alla sua „roba“, e ossessionato dal Codice Civile, in contrapposizione al conciabrocche consapevole della validità innovativa e della dignità del suo lavoro.

Lavoratori e lavoratrici sfruttati e sottopagati che subiscono ogni sorta di sopruso e non hanno il coraggio e la forza di uscire dalla loro condizione.

Con un finale a sorpresa.

     

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La fanciulla con la cesta di frutta

 

4-5 Dicembre 2015  ore 21:00

6 Dicembre ore 18:00

Testo di Francesco Colombo

Regia di Francesco Colombo

Con:

Grazia Capraro

Marco Celli

Adalgisa Manfrida

Michele Ragno

 

 

LO SPETTACOLO

La fanciulla con la cesta di frutta nasce da un'idea di Marco Celli e Francesco Colombo,va in scena per la prima volta in forma ridotta al Festival “ContaminAzioni” . Festival autogestito di liberi esperimenti teatrali degli allievi dell'Accademia d'Arte Drammatica “Silvio d'Amico”. Debutta a settembre 2015 al Teatro dell'Orologio.

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La Cerimonia

Dal 30 ottobre al 15 novembre 2015 - ore 21:00

Scritto da Astra Lanz. Regia di Carlo Benso

Sinossi
Solange e Chiara sono due attrici frustrate per una carriera mai decollata e per sopravvivere sono a servizio di una ricca e famosa Attrice (la Signora).
Ogni volta che la Signora non c’è, le due donne si scambiano le parti recitando a turno il ruolo della Signora e della sua assistente.
Questo rituale quotidiano, consumato sul palcoscenico di un teatro vuoto, celebra e alimenta l'ambivalenza affettiva nei confronti della Signora: amata, ammirata, e insieme invidiata e odiata. Le due donne ne indossano i costumi di scena, ne imitano la voce e gli atteggiamenti giocando ad interpretare i ruoli da lei sostenuti. Nella loro quotidiana, delirante performance mostrano la loro femminilità cattiva, erotica e malata. Sottomesse a sentimenti di adorazione e di odio per la loro signora, attraverso il gioco delle parti, sfogano tutte le loro frustrazioni fino a simulare il momento in cui la uccidono.
Solange e Chiara amano la Signora, che nel linguaggio di Genet significa che vorrebbero essere la Signora. Lei è tutto quello che loro desiderano essere.
Ma la Signora, non appare mai in scena, non è reale e tutto quello che succede in scena non è altro che un delirio psicotico. La signora è la proiezione mentale alimentata dalla frustrazione del fallimento e come fantasma, le tormenta e le ossessiona fino all’atto estremo di autoeliminarsi.
La storia, servendosi dell’artificio teatrale ci svela una perfetta macchina infernale che mette a nudo, in modo straordinario, la nostra parte più oscura.

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Sospensioni

8 Dicembre 2015 - ore:21:00

Ideato e Diretto da Antonella Gionta

Sospensioni è uno spettacolo polifonico sull’amore e le sue sfumature. È una ricerca, un percorso di conoscenza, una riflessione sull’eterno tema della relazione uomo-donna, incarnato da 8 personaggi tra danzatori, interpreti e attori.

Dalle parole di una donna emergono come in un sogno 7 figure dall’identità cangiante: a tratti sono emozioni, a tratti sono persone in carne e ossa, in ogni momento sono voci che girano intorno all’amore senza saperne pronunciare il nome. Eppure l’amore c’è e danza lieve in mezzo a tutti loro, rosso come il sangue e come le rose, protagonista incompreso della scena e forse della vita.

Attraverso queste figure, la ricerca di questa donna incrocia il percorso di un uomo, la sua salita lungo la scala d’oro dell’amore, partendo dai gradini duri dell’abbandono e della violenza.

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Ri-Evolution

Dal 22 ottobre al 25 ottobre 2015 - ore 21:00

Scritto da Paolo Di Maio. Regia di Roberto Di Maio

Sinossi
Questo spettacolo parla delle donne, certo, ma con i loro gesti, le loro voci, le loro parole, parla
agli uomini tutti e lo fa mostrandoli al loro peggio, come uno specchio per la prima volta
estremamente sincero.
Donne che lottano per una porzione di potere rifesso, che più del corpo vendono le proprie
aspirazioni, la propria capacità di sognare, la propria indole alla rivoluzione.
Una provocazione spinta dall’indignazione, per un’attualità piena di teste che si abbassano,
per una politica piena di patti frmati sotto le lenzuola, per piccole provincie o enormi metropoli
vuote di alcun accenno di emancipazione.
Lo spettacolo è un insulto voluto, portato all’estremo, che suoni come sveglia per le
coscienze, come un pugno dritto in faccia. Uno di quei pugni a forma di carezza, si perché è
alle donne stesse che Eva (e lo spettacolo tutto) rivolge la sua ultima “preghiera”, come uniche
interlocutrici capaci di sentire e cambiare il degrado che ci circonda. Come uniche possibili
protagoniste di una Ri-Evoluzione che ci salvi tutti.

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Un Gabbiano

UN GABBIANO

da Anton Checov

Adattamento e regia di Gianluca Merolli

Produzione Andrea Schiavo per H501 e Napoli Teatro Festival Italia

Teatro SALA UNO

Piazza di Porta San Giovanni 10

Dal 8 al 17 Ottobre 2015 ore 21 (domenica, ore 18)

Andrea Schiavo presenta a Roma "Un Gabbiano" prima regia di Gianluca Merolli: poliedrico interprete delle regie di Giancarlo Sepe, Marco Carniti, Pino Micol, Cristopher Malcolm, Pappi Corsicato, Maria Sole Tognazzi e Peter Marcias; untimamente protagonista a Roma degli spettacoli “Dignità autonome di prostituzione” e “Romeo e Giulietta Ama e cambia il mondo” per la regia di Giuliano Peparini. Merolli sceglie di mettere in scena un'attenta rilettura del "Gabbiano" di Anton Checov.

La storia si svolge nella tenuta estiva di Sorin, fratello della famosa attrice Irina, appena arrivata per una breve vacanza con il suo amante, il noto scrittore Trigorin. Il figlio di lei, Konstantin, scrive drammi teatrali ed è innamorato di Nina, una giovane che desidera diventare attrice. Durante la rappresentazione in giardino di un suo testo, Irina deride il figlio. Nel frattempo Nina scappa con Trigorin. Diventata attrice, conoscerà molte delusioni e pur abbandonata da Trigorin, continuerà a rifiutarsi a Konstantin.

«Tra atmosfere pieno melò e thriller simbolista, gli uomini e le donne sono amati senza ricambiare: Kostja ama Nina, che ama Trigorin, che ama la sua poesia. In questo circolo del "non amore" si aggira l'unica viva del gruppo, Nina, che nella ricerca disperata di appartenere a questo humus umano che tanto la attrae, ne sarà risucchiata definitivamente quando deciderà di diventare attrice».

Uno spettacolo che vede un cast di altissimo livello: Anita Bartolucci (Irina), Francesca Golia (Nina), Giulia Maulucci (Mascia), Fabio Pasquini (Medvedenko), Ivan Alovisio (Trigorin), Pippo Cangiano (Sorin) e lo stesso Gianluca Merolli (Konstantin).

Il cast tecnico vede in scena eccellenze come lo scenografo e artista Davide Dormino, la costumista Milla, le coreografie di Martina Grilli, il musicista Luca Longobardi, il light designer Camilla Piccioni. Lo spettacolo ha debuttato con grande successo di pubblico al Teatro Sannazzaro di Napoli in occasione dal Napoli Teatro Festival Italia, coproduttore insieme con Spettacolo Sas dell'opera.

  

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