dal 17 al 20 Dicembre 2015
Testo composto dalla compagnia da Shakespeare
Regia: Imogen Kusch
Re Lear: Raffaella d’Avella
Iago: Paolo Di Giorgio
Gonerill: Maria Borgese
Riccardo III: Marta Iacopini
Ermione: Silvia Mazzotta
Macbeth: Giorgio Santangelo
Rosalinda: Francesca Olivi
Amleto: Beniamino Zannoni
Musiche: Sergio Ferrari/Andrea Mieli/Valentina Criscimanni
Produzione: Klesidra
8 personaggi in fuga… l’unico linguaggio che conoscono è quello proveniente dalle loro tragedie e l’unica cosa che hanno in comune è il loro creatore: William Shakespeare.
“La tredicesima notte” nasce dall’esigenza di raccontare una condizione umana che in ogni secolo si ripete e si ripropone in mille forme e manifestazioni: il rifugiato, il profugo, colui che lascia il suo ambiente naturale e familiare per causa di forza maggiore ed è costretto ad entrare in un limbo dove il passato non c’è più, è stato spazzato via e il futuro è solo un’idea alquanto sfocata.
Durante il nostro lavoro di prove e ricerca ci è diventato sempre più chiaro che stavamo raccontando anche la nostra storia, quella di un gruppo di teatranti che sentono di non avere più uno spazio in questo mondo e che culturalmente e socialmente vivono, se non da rifugiati, comunque da emarginati. L’esserci autoimposti di usare solo le parole di Shakespeare ci ha permesso di fare un lavoro di comprensione profonda, mirata comunque sempre alla performance di quelle parole.
I personaggi di Shakespeare sono sempre pronti a capovolgere il bene e il male e a disorientare l’animo che ha già fatto le sue scelte etico-morali. E così diventano umani e contemporanei proprio per la loro infinita capacità di indagare la propria psiche e diventare filosofi per necessità.
Mettere in questa condizione 8 personaggi di Shakespeare è una scelta fatta per amore.
Solo noi stessi siamo in grado di illuminarci… è per questo che lo spettacolo è interamente illuminato da dentro: sono i personaggi che danno luce al sogno/incubo notturno di un gruppo di attori e di una regista innamorata di Shakespeare e, malgrado tutto, del teatro.
La “Tredicesima notte” anima il teatro Sala Uno di Roma
Scritto da: Elena Lazzari febbraio 21, 2015 in Cultura, Top News Inserisci un commento
Nella bellissima atmosfera del Teatro Sala Uno di Roma è in scena la “Tredicesima notte” fino al 22
febbraio.
Già il titolo ci fa balzare in mente un solo nome: William Shakespeare. E’ lui il protagonista assoluto
di questo spettacolo. Le sue rime, i suoi dialoghi, sono stati scelti dalla regista Imogen Kush per
raccontare una situazione che noi tutti viviamo ogni giorno. Siamo profughi di questa vita, siamo tutti
sempre alla ricerca di qualcosa, siamo alla ricerca di un nuovo ruolo da interpretare. La Kush ha
estrapolato frasi shakespeariane adattandole ai suoi personaggi che prima di tutto sono stati del Bardo
più famoso al mondo. Iago, Amleto, Rosalinda, Ermione, Riccardo II, Gonerill, Macbeth e Re
Lear, sono loro i protagonisti della Tredicesima notte romana.
Perchè questa scelta? Tra tutti i personaggi Shakespeariani questi forse sono i più complessi e nelle
commedie raffigurano uno stato di angoscia continuo. Tutti loro hanno “ripreso vita” per raccontarsi e
trasmetterci qualcosa. Sicuramente un lavoro arduo ed interessante da intraprendere. L’attore è il
rifugiato, il profugo che è costretto per lavorare ad emigrare dalla propria terra, compito non facile.
Sono un pò le scelte che la nostra società impone a tutti gli individui che hanno desiderio di realizzarsi.
Viaggiare, lasciare le radici per trovare qualcosa che ci appaga di più. Con uno zaino in spalla, solo
questo serve, per allontanarsi e creare una vita
Il complesso e angosciante Amleto è interpretato da Beniamino Zannoni, ottimo interprete di questo
personaggio. Francesca Olivi è l’amorevole Rosalinda che ci può ricordare un’innocente ragazze
desiderosa solo d’amare, Raffaella d’Avella è Re Lear, il pazzo Re che con la sua pazzia e simpatia ha
sempre la verità nelle sue parole, Silvia Mazzotta è Ermione, Giorgio Santangelo nello splendido e
complesso ruolo di Macbeth, Paolo De Giorgio è Iago, Maria Borgese è Gonerill e Marta Iacopini è
Riccardo III. Le musiche sono curate da Sergio Ferrari, Andrea Mieli e Valentina Criscimanni.
Questo spettacolo è la prova di quanto sia moderno Shakespeare, i suoi piccoli “figli” sono adattati ai
giorni nostri, non sono solo personaggi ma raffigurazioni di stati d’animo di emozioni reali e che
governano gli uomini.
Forse è consigliabile conoscere in una minima parte le opere del grande drammaturgo inglese per poter
entrare meglio in questo spettacolo. Tantissimi gli spunti riflessivi lanciati a noi spettatori. Alla fine
cos’è il teatro se non un modo per riflettere su situazioni a noi apparentemente estranee?
“Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte.”
(William Shakespeare)
Elena Lazzari (tribuna italia)